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La gestione dei rifiuti

 
 

 

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  Aggiornamento normativo a cura dell'Avv. Alessandra Argenio

     
 

 

Proteggere l'ambiente lavorando per lo sviluppo

 

Il sito contiene una rassegna della normativa fondamentale, una ricostruzione delle problematiche e tecnologie di gestione dei rifiuti, i principali appuntamenti ed adempimenti normativi.

 

Attraverso un apposito Modulo il sito offe un servizio di consulenza sulla gestione di singole partite di rifiuti.

 

Per contattare la redazione: segreteria@gestionerifiuti.info

 

 

 

Notizie

 

 

D.L. 30 dicembre 2009, n. 194

"Proroga dei termini previsti da disposizioni legislative", in vigore dal 30 dicembre 2009, (G.U. del 30 dicembre 2009, n. 302).

Di particolare interesse appare l'articolo 8 che prevede talune proroghe dei termini introdotti in materia ambientale.

 

Legge 23 dicembre 2009, n. 191

"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2010)" (G.U. del 30 dicembre 2009, n. 302, S.O.).

La legge contiene pochissimi riferimenti in materia ambientale. In tal senso, si segnala l'incremento del fondo per la tutela dell'ambiente e la promozione dello sviluppo del territorio.

 

Legge Comunitaria 7 luglio 2009, n. 88

"Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2008" (G.U. del 14 luglio 2009, n. 161, S.O.) 

"Il Governo è delegato ad adottare, entro la scadenza del termine di recepimento fissato dalle singole direttive, i decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e B".  Tra le direttive in esame, si rinvengono la direttiva 2008/98/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti, e la direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa.

 

Il Tar Piemonte con l'Ord. n. 79 del 3 settembre 2009 ha sollevato questione di legittimità costituzionale nei confronti del d.lgs. n. 152/2006 "ed in particolare, dell'art. 153 che stabilisce l’affidamento in concessione d’uso gratuita della infrastrutture idriche di proprietà degli Enti locali alle società private o privatizzate che gestiscono il servizio idrico integrato".

 

Rapporto ISTAT 2008 sugli “Indicatori ambientali urbani”, rileva che Verbania è il Comune capoluogo in testa alla classifica per la raccolta differenziata.

 

Presentato a Roma il Rapporto Osservasalute Ambiente che fornisce un giudizio sulle regioni valutando il loro impegno a tutela dell’ambiente per difendere la salute dei cittadini.

 

 

 

Le problematiche connesse alla produzione dei rifiuti hanno assunto, negli ultimi decenni, proporzioni sempre maggiori anche in relazione al miglioramento delle condizioni economiche, al veloce progredire dello sviluppo industriale, all’incremento della popolazione e delle aree urbane. 

 

La gestione dei rifiuti è regolata in Italia dal d.lgs. n. 152/2006 che recepisce la principale normativa europea in materia.

Il decreto, nella parte IV, "Norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati" (articoli da 177 a 266), contiene una dettagliata disciplina in materia di rifiuti e prevede l'abrogazione di taluni provvedimenti, tra cui il d.lgs. n. 22/97 (cd. Decreto Ronchi) che, per lungo tempo, ha rappresentato l'unica legge di riferimento.

 

I rifiuti sono classificati secondo il produttore in "Solidi Urbani" (RSU) e "Speciali" (RS) e, secondo la natura, in "pericolosi" e "non pericolosi" (art. 184).

 

Secondo la loro origine e natura, i rifiuti possono essere prima separati/vagliati, quindi pretrattati al fine di ridurne la pericolosità e/o il volume (sistemi di trattamento acque, di essiccamento, di inertizzazione) quindi recuperati (in termini di materia e/o energia) o smaltiti (in discarica direttamente o previo incenerimento).

 

La normativa è in continua evoluzione e difatti, il 13 febbraio 2008 è entrato in vigore il d.lgs. n. 4/2008 che modifica le parti I, II, III e IV del d.lgs. n. 152/2006, introducendo importanti novità in materia di rifiuti. Tra le modifiche più interessanti si segnala quella relativa al deposito temporaneo di rifiuti, la nozione di sottoprodotto e l'introduzione dell'art. 181 bis in tema di materie prime secondarie. Di rilievo appare, senza dubbio, anche l'art. 186 in materia di terre e rocce da scavo, la modifica dell'art. 189 riguardo al MUD ed inoltre, le modifiche apportate alla procedura prevista per la vidimazione dei registri di carico e scarico. Da segnalare, infine, anche le modifiche apportate all'art. 195 in tema di tariffa, quelle relative alla classificazione del CDR e del CDR-Q tra i rifiuti speciali, talune specificazioni introdotte in merito al regime autorizzatorio ed infine, l'introduzione dell'art. 252 bis in tema di bonifica dei siti.

 

In tale contesto è poi intervenuta la legge del 27 febbraio 2009, n. 13 che ha inserito ulteriori integrazioni e modificazioni in materia di rifiuti.

Nel dettaglio, la legge de qua, introduce talune integrazioni in merito al conferimento dei rifiuti in discarica, alla tariffa integrata ambientale, al MUD e alle materie prime secondarie.

 

Per completezza, bisogna ricordare che l'art. 12 della legge 16 giugno 2009, n. 69 ha delegato il Governo "ad adottare, entro il 30 giugno 2010, uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive" del d.lgs. n. 152/2006 ed infine, la Legge Comunitaria 2008, n. 88/2009 contiene una delega al Governo ad attuare la direttiva 98/2008/CE relativa ai rifiuti.

 

Dal panorama innanzi delineato, si evince la complessità della normativa di settore che appare in continua evoluzione e che, richiamandosi ai principi comunitari e nazionali esistenti in materia di gestione dei rifiuti, richiederà taluni interventi di adeguamento, anche se, molte delle definizioni contenute nel d.lgs. n. 152/2006 appaiono già in linea con quelle previste dall'ordinamento comunitario, soprattutto in seguito alle modifiche apportate dal d.lgs. n. 4/2008.

 

 

 

 

Emergenza rifiuti in regione Campania

 

D.L. 30 dicembre 2009, n. 195

"Disposizioni urgenti per la cessazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti nella regione Campania per l’avvio della fase post emergenziale nel territorio della regione Abruzzo ed altre disposizioni urgenti relative alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla protezione civile" (G.U. del 30 dicembre 2009, n. 302). Contiene talune disposizioni volte a favorire il passaggio alla gestione ordinaria, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti in regione Campania.

D.P.C.M. 18 dicembre 2009

Proroga dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nel territorio della regione Campania” (G.U. del 31 dicembre 2009, n. 303). Prevede una proroga, fino al 31 dicembre 2010, dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti urbani in Campania.

O.P.C.M. 25 novembre 2009, n. 3823

"Ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania" (G.U. del 3 dicembre 2009, n. 282).

O.P.C.M. 20 novembre 2009, n. 3821

"Disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza rifiuti nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per consentire il passaggio alla gestione ordinaria" (G.U. del 26 novembre 2009, n. 276).

O.P.C.M. 6 novembre 2009, n. 3819

"Disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza rifiuti nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per consentire il passaggio alla gestione ordinaria" (G.U. del 9  novembre 2009, n. 261).

O.P.C.M. 28 agosto 2009, n. 3804

"Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania” (G.U. n. 208 dell’8 settembre 2009).

 

 

Approfondimenti:

 

La complessa definizione delle terre e rocce da scavo

La legge delega n. 69/2009

 

         
 

 

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Ultima modifica: 04/02/10